🌼 8 marzo: mimose, diritti e tragedie dimenticate

Illustrazione simbolica della giornata internazionale della donna con donne unite e mimose che rappresentano libertà, diritti ed uguaglianza.

L’8 marzo è diventato, negli anni, una giornata piena di mimose, frasi sui social e celebrazioni rapide.
Ma la Giornata Internazionale della Donna dovrebbe essere molto di più.

Dovrebbe essere un momento per fermarsi davvero a riflettere.

Perché mentre in molte parti del mondo si parla di diritti, carriera, libertà personale e uguaglianza, in altre realtà queste parole restano ancora lontane dalla vita quotidiana.

Il mio augurio oggi è semplice:
un mondo dove nessuna donna debba sentirsi limitata, giudicata o oppressa.

Un mondo libero da pregiudizi, da violenze e da qualsiasi forma di sopraffazione … che arrivi dalla cultura, dalla politica o dalla religione.

La libertà non dovrebbe avere eccezioni.

Eppure, mentre celebriamo questa giornata, ci sono storie che passano quasi sotto silenzio.

Pochi giorni fa oltre 200 giovani studentesse hanno perso la vita in Iran in un tragico episodio che ha colpito una scuola femminile.
Una tragedia enorme, che ha distrutto non solo delle vite, ma anche il futuro di centinaia di famiglie.

Eppure se ne parla poco.

Molto poco.

Il mondo dell’informazione è spesso selettivo: alcune tragedie diventano simboli globali, altre scivolano via nel silenzio mediatico.

Ma ogni vita spezzata meriterebbe lo stesso rispetto.

Ricordare queste ragazze non significa fare politica.
Significa ricordare che l’istruzione, la libertà e la sicurezza non sono ancora diritti garantiti per tutte le donne del mondo.

E forse è proprio questo il vero senso dell’8 marzo.

Non solo celebrare i progressi raggiunti, ma ricordare quanta strada resta ancora da fare.

Perché una società che rispetta le donne non è una società “moderna”.

È semplicemente una società giusta.

Il mio augurio oggi è questo:
che un giorno non servano più giornate simboliche per ricordare qualcosa che dovrebbe essere naturale.

La libertà.

La dignità.

Il rispetto.

Per tutte.

🌼 Buona Giornata Internazionale della Donna.

BUONE FESTE A TUTTI

Questo dicembre è volato via in un attimo.
Non sono riuscito a scrivere gli auguri di Natale qui sul blog, e spero possiate perdonarmi… ma è stato davvero un mese frenetico.

Negli ultimi tempi ho vissuto un periodo piuttosto intenso: tra impegni, affetti e nuovi progetti, il tempo per scrivere qui è stato poco.
Attualmente sto consolidando le mie competenze nel marketing digitale attraverso un’esperienza in azienda, che mi sta permettendo di unire creatività, strategia e una visione sempre più concreta del mercato.

Per questo motivo arrivo un po’ in ritardo, ma ci tenevo comunque ad augurarvi buone feste a chi le sta ancora vivendo…
e soprattutto a farvi i miei più sinceri auguri per un felice anno nuovo.

Che il 2026 possa portarvi serenità, nuove opportunità e, perché no, qualche sogno che prende finalmente forma. ✨

Ci rivediamo presto qui sul blog!

AI Voice e clonazione vocale: tra rivoluzione e crisi d’identità digital

Illustrazione che mostra la metà reale e la metà digitale di una persona che parla, simbolo della clonazione vocale e dell’intelligenza artificiale.

Introduzione

Siamo entrati in un’epoca in cui l’intelligenza artificiale non solo scrive, ma parla.
Le voci sintetiche di nuova generazione riescono a trasmettere emozioni, intonazioni e pause con un realismo sorprendente.
Tuttavia, non siamo ancora al punto da confondere un orecchio esperto — almeno non se si utilizzano cuffie professionali in grado di rilevare i più piccoli rumori o decibel di fondo.

Ma cosa accade se l’audio viene riprodotto tramite l’altoparlante del telefono o dell’auto?
Il risultato è davvero notevole: diventa difficile capire se a parlare sia una persona reale o un algoritmo.

Dietro questa meraviglia tecnologica, però, si nasconde una domanda cruciale:
cosa succede quando la tua voce può essere clonata da chiunque, in pochi secondi?

Alcuni strumenti richiedono solo un breve campione vocale, mentre altri necessitano di registrazioni più lunghe e pulite.
In ogni caso, questa tecnologia esiste già — e si sta perfezionando giorno dopo giorno.

🔊 Strumenti già disponibili

  • ElevenLabs: piattaforma molto nota per la generazione e la clonazione di voci realistiche.

  • Microsoft VALL-E: modello avanzato che, con un campione di soli tre secondi, può imitare il timbro e il modo di parlare di una persona reale.

  • HeyGen e Speechify: strumenti online che permettono di caricare un file audio per generare una versione AI della voce originale.

  • Filmora: editor video che integra una funzione di clonazione vocale per generare voice-over a partire da un testo.


🎙️ La voce umana nell’era dell’intelligenza artificiale

Il confine tra reale e artificiale si sta assottigliando.
Le nuove piattaforme di voice cloning permettono a chiunque di generare un doppio digitale della propria voce — e persino di venderla o utilizzarla in podcast, video e pubblicità.

Una questione che non riguarda più soltanto doppiatori e speaker, ma tutti noi.
Perché se la voce diventa duplicabile, anche fiducia e autenticità rischiano di diventare fragili.

Ecco perché è importante porsi subito alcune domande, che presto diventeranno sempre più urgenti:

  1. Deepfake vocali: la tecnologia può essere utilizzata per creare falsi audio realistici, con il rischio di diffondere disinformazione o truffe.

  2. Uso improprio: senza un’adeguata regolamentazione, la clonazione vocale può essere sfruttata per impersonare altre persone, violando privacy e fiducia.

  3. Consenso e diritti d’autore: è fondamentale ottenere l’autorizzazione prima di clonare la voce di qualcuno. Alcuni servizi distinguono tra uso personale e commerciale, ma il quadro normativo è ancora in evoluzione.


📚 Il punto di vista di Simone Enea Riccò — autore di Marketing AI: La Guida Strategica

Nel suo libro Marketing AI, Simone Enea Riccò analizza con lucidità come l’IA stia trasformando la comunicazione e il marketing.
Non si tratta più solo di utilizzare “10 tool AI da provare”, ma di comprendere una nuova cultura dei dati, quella che lui definisce La Verità Algoritmica.

“Il mercato non ha bisogno di hype, ma di metodo. Di una bussola strategica.”
— Simone Enea Riccò

Il libro mostra come l’IA possa diventare una leva per il business, ma solo se guidata da una visione etica e strategica.
E nel contesto

Copertina del libro Marketing AI: La Guida Strategica di Simone Enea Riccò, che analizza l’impatto dell’intelligenza artificiale sul marketing e sulla comunicazione digitale.
“Marketing AI: La Guida Strategica” — il libro di Simone Enea Riccò che esplora come l’intelligenza artificiale stia trasformando il marketing, dalla strategia all’etica dei dati.

delle voci sintetiche, questa bussola è essenziale:
serve un approccio che metta l’essere umano al centro, non la tecnologia.

📘 Scopri il libro su Amazon → Marketing AI: La Guida Strategica


🔐 Identità, fiducia e autenticità: le nuove frontiere del rischio

Quando tutto diventa riproducibile — volti, testi, voci — cosa resta davvero tuo?
Il rischio maggiore non è solo economico, ma identitario.

Voce e tono sono tra gli elementi più riconoscibili e intimi di una persona.
Eppure oggi possono essere imitati quasi alla perfezione, come detto prima, con pochi secondi di registrazione.

Questo apre interrogativi etici e legali:

  • Come distinguere contenuti autentici da deepfake vocali?

  • Chi possiede la voce digitale di un autore o di un artista?

  • Servono nuovi diritti di “proprietà vocale”?


🚀 Dalla minaccia all’opportunità

Nonostante i rischi, la clonazione vocale può diventare anche uno strumento creativo straordinario.
Immagina di poter doppiare i tuoi contenuti in più lingue senza perdere la tua voce originale,
o di creare esperienze personalizzate per ogni utente, mantenendo coerenza e identità.

Come spiega Riccò, l’obiettivo non è temere la tecnologia, ma governarla con metodo:
trasformare l’IA da fonte d’ansia a alleato strategico.


🎧 Ascolta e rifletti

Questa riflessione nasce anche ascoltando il podcast di Enea, che esplora con chiarezza il rapporto tra voce, intelligenza artificiale e comunicazione moderna.
Un ascolto che invita a superare i pregiudizi sulla voce artificiale e a concentrarsi sul messaggio più profondo:
il cambiamento culturale che stiamo vivendo.

🎧 Ascolta il podcast su Spotify


💬 Conclusione: la voce come specchio dell’identità digitale

Forse il vero rischio non è che l’IA parli al posto nostro,
ma che smettiamo di riconoscere quando è davvero la nostra voce a parlare.

La voce è più di un suono: è identità, emozione e presenza.
E se la tecnologia può amplificarla, dobbiamo essere noi a darle un significato.

👉 E tu?
Come reagiresti se qualcuno potesse parlare con la tua voce perfetta?

Gli occhiali 3D cambieranno tutto: dalla realtà aumentata alle skin digitali in real life

Gli occhiali 3D cambieranno tutto: dalla realtà aumentata alle skin digitali

Il futuro si avvicina, e questa volta lo guarderemo davvero attraverso un paio di occhiali.
Meta, con i nuovi Ray-Ban smart, e Google con i suoi futuri occhiali intelligenti, stanno tracciando la strada verso un mondo dove 3D e realtà aumentata potrebbero cambiare per sempre il modo in cui comunichiamo, lavoriamo e perfino ci percepiamo a vicenda.

Il fatto che Meta abbia scelto Luxottica come partner non è un dettaglio casuale.
È la fusione tra design italiano e tecnologia americana: estetica e innovazione, moda e funzione.
Forse è proprio questa la chiave per trasformare gli smart glasses da semplice gadget a oggetto del desiderio.


Dagli smartphone agli occhiali: rivoluzione o sostituzione?

La vera domanda è:
👉 Gli occhiali 3D cambieranno davvero il modo in cui chiamiamo, messaggiamo o viviamo la realtà digitale?
👉 Potrebbero arrivare a sostituire i telefoni?

Se la risposta è sì, il mondo che ci aspetta sarà molto diverso da quello che conosciamo oggi.
Un mondo dove reale e virtuale si fondono in modo fluido, dove basta uno sguardo per interagire con ciò che ci circonda — o con chi ci osserva.


Skin personalizzate, oggetti virtuali e realtà aumentata quotidiana

Immagina di camminare per strada e vedere persone con skin digitali personalizzate, con effetti 3D che li seguono come un’aura.
Forse potremo sfoggiare una skin glow, un pet volante che ci gira intorno, o lasciare una scia arcobaleno mentre camminiamo.

Con un gesto potremmo lanciare emoji fluttuanti, o attivare animazioni musicali come stelline e note che danzano intorno a chi balla.

Giovane con occhiali AR che evoca un Rasengan di energia in realtà aumentata, circondato da cloni olografici di sé stesso, simbolo della fusione tra immaginazione e tecnologia.
“C’è chi magari evocherà poteri alla Naruto — un Rasengan in realtà aumentata, una moltiplicazione virtuale di sé stesso.”
Un’immagine che rappresenta come la realtà aumentata possa trasformare fantasia e identità in esperienze digitali.

 

C’è chi magari evocherà poteri alla Naruto — un Rasengan in realtà aumentata, una moltiplicazione virtuale di sé stesso. 

E se l’illusione fosse così realistica da ingannare i sensi, che effetto avrebbe su chi guarda? 
Ci renderebbe più creativi o più confusi? Potenziati o distratti?


Sicurezza, etica e rischi della realtà aumentata

E qui arriva la parte più affascinante — e inquietante.
Cosa accadrà quando non saremo più in grado di distinguere ciò che è reale da ciò che è proiettato davanti ai nostri occhi?

Gli occhiali AR potranno:

  • manipolare la percezione visiva,

  • registrare costantemente ciò che vediamo,

  • riconoscere volti o persino alterare ambienti in tempo reale.

Serve una riflessione profonda, non solo tecnologica ma etica e psicologica, per evitare che questa nuova visione del mondo diventi uno strumento di controllo o disinformazione visiva.


Traduzione istantanea: la fine delle barriere linguistiche

Non tutto, però, è distopico.
Tra gli aspetti più promettenti c’è la traduzione istantanea: una funzione che potrebbe davvero unire il mondo.
Immagina di viaggiare in qualsiasi Paese e capire ogni parola, ogni menu, ogni segnale stradale, senza conoscere la lingua.
Sarebbe come avere una lingua universale, un ponte tra culture.
Una rivoluzione silenziosa ma gigantesca.


Semplificare la vita quotidiana

Gli occhiali 3D non si limiteranno a stupire: semplificheranno la vita.
Ti guideranno passo dopo passo nelle città, ti suggeriranno percorsi, informazioni sui luoghi, prodotti o recensioni in tempo reale.
Perdersi sarà quasi impossibile (quasi).
E la funzione che oscura le lenti automaticamente al sole è già un tocco di design geniale.


Sfide e limiti tecnici

Naturalmente, non tutto è perfetto.
La batteria dura solo otto ore.
Cosa succede quando si scarica?
Dovremo portare con noi un secondo paio di occhiali “di scorta”?
E chi ha problemi di vista? Dovrà alternare tra occhiali AR e da prescrizione?

Sono dettagli pratici, ma fondamentali: a volte sono proprio quelli a decidere se una tecnologia diventa rivoluzione… o rimane solo una moda.


Torino e l’Italia al centro dell’innovazione: l’AI & VR Festival

Mentre le grandi aziende globali investono nei futuri occhiali intelligenti, anche l’Italia si muove verso la nuova era della realtà aumentata.
Torino, infatti, si prepara a diventare il cuore pulsante dell’innovazione tecnologica con la quarta edizione dell’AI & VR Festival – Multiverse World, promosso dall’ANGI (Associazione Nazionale Giovani Innovatori).

L’evento, in programma il 13 e 14 ottobre 2025 al Museo Nazionale del Cinema, riunisce istituzioni, imprese e mondo accademico per esplorare le frontiere dell’intelligenza artificiale e della realtà virtuale.
Tra i partner figurano Meta, Rai Cinema, Intesa Sanpaolo Innovation Center, Reply e molte altre realtà che stanno contribuendo a plasmare l’ecosistema tecnologico italiano.

Attraverso panel, workshop e dimostrazioni immersive, il festival mostra come AI, VR e 3D stiano ridefinendo ogni aspetto della nostra vita quotidiana: dall’industria 4.0 all’intrattenimento, fino all’arte e alla comunicazione visiva.

Un segnale forte: anche in Italia si sperimenta, si innova e si sogna un futuro aumentato.


Conclusione: rivoluzione o illusione?

Gli occhiali 3D e AR rappresentano una delle frontiere più affascinanti e pericolose della nostra epoca.
Uniscono design, comunicazione e immaginazione in un unico dispositivo capace di trasformare la realtà in esperienza.

Forse presto vivremo davvero in un mondo sovrapposto, dove il virtuale cammina accanto a noi e dove ogni persona potrà esprimersi con skin, gesti, effetti e colori digitali.

Ma resta una domanda che nessuna tecnologia potrà evitare:
👉 Ci stiamo avvicinando a una nuova forma di libertà o solo a un’altra illusione digitale ben costruita?

E alla fine, quando tutto sarà sovrapposto, basterà davvero sollevare gli occhiali per tornare alla realtà?

Fallimento del Voto 2025: Un’occasione sprecata nell’era digitale

I seggi si sono appena chiusi e il verdetto è impietoso: 14 milioni di votanti su oltre 50 milioni di aventi diritto. L’astensione stravince, la democrazia perde – e non è la prima volta.

Siamo nel 2025. Tutti hanno uno smartphone, la connessione, mille sistemi di riconoscimento digitale (SPID, CIE, Face-ID, impronte, retina…), ma quando c’è da votare, puff! la tecnologia scompare. Si torna alle montagne di schede cartacee, ai timbri e ai luoghi stabiliti dai comuni. Due giorni di “democrazia” a giugno, con il caldo africano e le cabine elettorali deserte. Risultato? Record negativo e milioni buttati in un rito che ormai fa solo ridere (o piangere, a seconda della resistenza al caldo).

Ma davvero qualcuno si sorprende ancora? Siamo un popolo di persone che si fa i selfi, non di file alle urne. L’astensione è diventata una tradizione nazionale, quanto la pizza e il “vabbè, tanto non cambia niente”. Da decenni ci impongono governi mai scelti, cambiano regole elettorali come calzini, e ogni volta si grida allo scandalo della “crisi della democrazia” o alla “sconfitta clamorosa”.

SPID: La chiave che non apre mai la porta giusta

Avevamo lo SPID per semplificare tutto. E invece? Dichiarazioni fiscali sì, ma votare no. Firmiamo mutui e contratti online, ma per scegliere chi governa il Paese, serve ancora il timbro, la matita e la carta d’identità sgualcita. Se qualcuno non ha mezzi digitali, niente paura: si lasci pure il seggio fisico, ma la maggioranza degli italiani potrebbe risparmiarsi la scampagnata, il sudore e la perdita di tempo.

Piccolo dettaglio: ogni elezione costa centinaia di milioni tra stampa, personale, vigilanza e straordinari. Poi ci indigniamo per la spesa pubblica, ma i seggi deserti ce li teniamo stretti.

Voto Online: Fantascienza? No, realtà (altrove)

Mentre qui si dibatte se il voto online sia sicuro, fuori dal nostro stivale qualcuno si è già mosso – e da anni!
Esempi:

  • Estonia: i-Voting nazionale dal 2005
  • Svizzera: voto elettronico in diversi Cantoni
  • Canada: voto online in molte città
  • India: Electronic Voting Machines dal 2004
  • Francia: i-Voting per cittadini all’estero
  • USA: voto digitale per militari/disabili in alcuni stati

Nessuno di questi Paesi è esploso (si qualche esplosione c’è stata). In Estonia, la partecipazione giovanile cresce. Non è questione di tecnologia, ma di volontà (e coraggio) politica.

Crisi della democrazia? O solo un rito logoro?

Da quanti anni non vediamo folle entusiaste ai seggi? L’Italia non supera il 70% di affluenza dal 2008, e ai referendum va anche peggio. Governi tecnici, coalizioni ribaltate, riforme elettorali indecifrabili… tutto senza la nostra firma. La “crisi della democrazia” sarà anche una scusa, ma la verità è che l’esperienza del voto è rimasta agli anni ’70: carta, cabine, sudore, déjà-vu. Il tutto condito da appelli disperati che nessuno ascolta.

Click-voto, o almeno un dibattito serio

Non si tratta di abolire i seggi fisici: chi non vuole la tecnologia potrà sempre segnare la X con la matita. Tutti gli altri – studenti fuori sede, lavoratori all’estero, persone con disabilità, vacanzieri – potrebbero finalmente votare in un minuto. L’innovazione non è più un lusso: è una necessità.

«Ma il sistema ibrido non costa di più?»

Sì, all’inizio bisognerà finanziare sia il digitale sia un numero (ridotto) di seggi tradizionali. Ma, come insegna chi ci è già passato:

  • la transizione è graduale,
  • i costi fissi del cartaceo crollano,
  • l’infrastruttura digitale si riusa per ogni tipo di voto,
  • in 5-8 anni si spende meno di oggi.

Per chi non ha uno smartphone: postazioni pubbliche nei municipi, biblioteche, seggi “light”. Nessuno escluso, nessuna scusa.

Nel frattempo, mentre l’AI prende il vostro posto in fabbrica e vi licenziano per email, riflettete su questa beffa democratica mentre sorseggiate un drink in spiaggia. Chissà, magari la prossima elezione sarà solo su Zoom. Ma non fatevi illusioni: le cabine saranno sempre roventi e la democrazia, probabilmente, ancora in ferie.


Dalla Cina al 10G agli occhiali AR: dove sta andando la tecnologia?”

Oggi ho letto che la Cina è arrivata al 10G. Dieci. G.
E qua da noi? Qui si fa fatica a vedere il 5G stabile anche in città. Parlando con un amico mi ha chiesto: “ma scusa… hanno saltato cinque generazioni?” Beh, può darsi. Magari si sono inventati il nome giusto per farci capire quanto siamo rimasti indietro. O forse hanno solo voluto tirarsela un po’.

Ma non è solo questione di connessione veloce: il futuro corre anche su altre strade. Prendiamo gli occhiali AR.
Diventeranno la nuova moda fighetta da aperitivo? O davvero un giorno ce li avremo tutti in tasca, pronti a indossarli per vedere cose che non esistono?

Se non siete pratici: gli occhiali AR ti mostrano indicazioni, informazioni, persino mondi virtuali direttamente davanti agli occhi, sovrapponendoli alla realtà. Praticamente, chi oggi si perde uscendo di casa potrà arrivare a destinazione anche bendato. Meglio di Google Maps.

E non è solo per i “boomer” che non sanno leggere una mappa: si parla di switchare mondi, esplorare altre dimensioni con un click. Fantascienza? Forse. Ma intanto ci stanno lavorando.
Ah, e speriamo proteggano anche dagli abbagli accecanti, che non si sa mai. Anzi, se domani ci dovesse colpire un “flash atomico”, magari ti guideranno pure nella desolazione con la voce dolce di un’intelligenza artificiale.

Ironia a parte: per chi ha deficit visivi, cognitivi o di orientamento, potrebbe essere una vera rivoluzione. Così come gli smartwatch che oggi ti salvano la vita rilevando aritmie, cadute e altri problemi prima ancora che tu te ne accorga.

Peccato che mentre ci godiamo questi “giocattolini smart”, in altre parti del mondo c’è chi non si può permettere nemmeno un pezzo di pane. Anzi, se qualcuno qua prova a scioperare vengono addirittura arrestati. Se provano a dire qualcosa di diverso dal pensiero ufficiale, vengono zittiti e cancellati.
A che punto siamo arrivati? Siamo davvero dalla parte giusta della storia?
(Ogni riferimento a fatti, luoghi o persone è puramente casuale… o forse no.)

Ma vabbè, lasciamo stare. Oggi volevo solo mostrarvi un paio di slide fatte da un’agente AI. Tanto per dire.

Ah, e per chi non lo sapesse: sono i rutti delle mucche a produrre CO₂, non le scoregge, come pensavamo in molti.

Piccole verità da condividere, tra una rivoluzione tecnologica e l’altra.
Ci vediamo nel prossimo post. 

 

Se ti senti perso, non sei solo: chiedere aiuto è un segno di forza.

Oggi, 1 marzo, voglio rivolgermi a chiunque stia attraversando un periodo difficile. Se ti senti giù di morale, sopraffatto da problemi economici, affettivi, lavorativi, di studio o da qualsiasi altra difficoltà personale o sociale, voglio dirti una cosa importante: fermati un attimo e rifletti.

Il dolore che provi in questo momento può sembrare insopportabile, ma il suicidio e l’autolesionismo non sono la soluzione. Questi gesti non cancellano la sofferenza, ma lasciano ferite profonde, sia per te che per chi ti vuole bene.

Chiedere aiuto non è una vergogna: esistono servizi gratuiti in Italia

Se ti senti in crisi, non affrontare tutto da solo. Ci sono professionisti pronti ad ascoltarti, molti dei quali offrono supporto psicologico gratuito. Chiedere aiuto è un atto di coraggio e rispetto per la tua vita.

Ecco alcuni numeri utili:

📞 Emergenza immediata: chiama il 112 (numero unico di emergenza).

📞 Supporto nazionale:

📞 Supporto gratuito in Veneto:

Non sei solo: chiedere aiuto ti salverà

Se stai lottando con pensieri negativi, parlarne è il primo passo per stare meglio. Ci sono persone che hanno dedicato la loro vita a supportare chi soffre. Raggiungere una mano tesa non è un segno di debolezza, ma di forza.

Condividi questo messaggio: potrebbe aiutare qualcuno che ne ha bisogno. 💙

🎮 Questo è un Appello alla Vita (questa volta non digitale: nei videogiochi puoi resuscitare quante volte vuoi, ma nella realtà la vita è una sola). Chiedere aiuto è un passo importante, non sei solo.

Novità tech del 2024

Tante novità tecnologiche quest’anno: belle, brutte… chi può dirlo?

Partiamo da Meta, che ha deciso di rendere l’AR sempre più esclusiva. Tra poco, infatti, gli strumenti AR non saranno più disponibili per sviluppatori di terze parti. Un puro caso? Proprio nel periodo in cui hanno annunciato i loro occhialini VR!

Fortunatamente, Unreal Engine si conferma un pilastro del settore. Nonostante la fusione con altri marketplace, Epic Games ha messo a disposizione il riscatto gratuito degli asset Megascans. Per chi non l’avesse ancora fatto, conviene muoversi e riscattarli entro la fine del 2024! Ecco il link per approfittarne:
👉 https://www.fab.com/megascans-free

Parlando di “pilastri”, anche l’Italia si è distinta in ambito crypto, ma questa volta per un record… discutibile. Ora, anche per guadagni sotto i 2000 euro, ci saranno tasse sulle plusvalenze: carichi 10 euro, ne guadagni 15? Il 26% andrà allo Stato. E oltre alle commissioni di caricamento e cambio valuta euro/dollaro, si aggiunge anche questa tassa!
Il bello è che si vocifera di un possibile aumento fino al 46% nei prossimi anni… un vero paradiso dell’innovazione, non trovate?

A rendere il tutto più interessante, stanno emergendo nuovi progetti basati su androidi e intelligenza artificiale, che sembrano quasi pronti a cambiare il mondo come lo conosciamo. Gli androidi non sono più solo fantascienza: vengono testati in vari settori, dall’industria alla sanità, fino alla robotica domestica. Ma mentre l’AI semplifica la vita, solleva anche preoccupazioni, specialmente nel nostro settore creativo. Un argomento vastissimo, di cui non basta un solo articolo per parlare.

A proposito di progetti, sto lavorando da qualche settimana a un nuovo personaggio. Spero di riuscire a mostrarvelo prima della festa della Befana!

Scusate se sono stato poco presente sui social e sul sito, ma con calma la situazione cambierà. Stay tuned! 🚀

Ma che fine ha fatto instagram? Perché ho deciso di trascurare Instagram: la mia opinione sull’uso dei contenuti da parte dell’AI

Ragazzi, vi informo che ho deciso di mettere da parte Instagram per un po’. Non mi piace affatto come gestiscono la trasparenza riguardo all’uso dei contenuti generati dagli utenti per addestrare l’AI.

Hanno praticamente nascosto la funzione per disattivare l’opzione che consente di utilizzare tutti i contenuti creati a scopo di addestramento (parlo di qualche mese fa quando l’ho provato), e non so nemmeno se la mia richiesta sia stata presa in considerazione.

Onestamente, per un’azienda che fattura miliardi, comportarsi in questo modo mi sembra abbastanza ridicolo. (se no come fanno poi a fare i soldi?)

Penso che la maggior parte degli utenti non sia neanche a conoscenza di quello che sta accadendo. Ognuno è libero di fare ciò che vuole e di fregarsene, ci mancherebbe, ma almeno potrebbero avvisare le persone in modo più diretto, non credete?

Inoltre, ci sono altre aziende AI che fanno scraping indiscriminato, quindi chi lo sa cosa succede davvero con i dati. Per questo motivo, continuo a pensare che il web dovrebbe essere un luogo libero, ma quando entrano in gioco determinati attori, iniziano le censure. Guardate cosa succede con il governo americano e i social media, mentre altri governi sembrano ignorare tutto. Chissà… (ma ci credete che solo in america è successo quello “””””scandalo””””?)

Questo blog nasce proprio per evitare di dipendere da piattaforme di terze parti. Ovviamente mantenere un sito ha i suoi costi, quindi capisco i compromessi a cui tutti devono adattarsi.

E forse è anche per questo che si sta sviluppando il Web3: per evitare che finiamo tutti in un unico database, nelle mani di persone che possono tranquillamente isolarsi su un’isola o rifugiarsi in un bunker senza preoccuparsi delle conseguenze per tutti gli altri.

Nonostante la tentazione di raggiungervi tutti sui social sia forte, per ora, per principio, eviterò il più possibile di utilizzare questi strumenti ormai “obsoleti”. Potrei sbagliarmi o forse no, ma per il momento questa è la mia reason.

Detto ciò, mi dispiace non postare ogni giorno sui social con tutte le nuove funzionalità di Canva! Alcune sono niente male, ma altre, come l’assistente AI, lasciano molto a desiderare. Almeno provate ad assumere dei traduttori, cacchio

ps: questo post non è stato sponsorizzato da canva”Scopri perché ho deciso di lasciare Instagram e spostare il mio lavoro creativo su un blog personale, riflettendo sull’uso dei contenuti generati dagli utenti per addestrare l’AI e il futuro del web.”

Fammi sapere se ti piace o se desideri modifiche!

Finita la stagione lavorativa, è tempo di migliorare il portfolio e di esplorare nuovi mondi!

La stagione lavorativa in fabbrica si è appena conclusa, e finalmente ho tutto il tempo per dedicarmi al miglioramento del mio portfolio e delle mie abilità nel 3D. Approfitterò di questo periodo per affinare le mie competenze e magari riuscire a completare quei progetti che ho in sospeso.

Nel frattempo, ho ricevuto una notizia interessante: il server di THRONE AND LIBERTY è stato aperto anche in europa! Per chi volesse dargli un’occhiata, ecco il link per scaricarlo: THRONE AND LIBERTY su Steam. Ovviamente f2p <3

Appena finisce di scaricarsi, vi darò un parere onesto. Ovviamente, prima il dovere e poi il piacere! Cercherò di non nerdare troppo, ma di godermi il gioco nel tempo libero con gli amici. Chissà, magari riusciremo a conquistare un castello!

Detto questo, noto come il Veneto sia indietro anni luce rispetto ad altre nazioni in questo settore. Poi ci si chiede perché l’economia sprofonda… Vai a sapere!