L’8 marzo è diventato, negli anni, una giornata piena di mimose, frasi sui social e celebrazioni rapide.
Ma la Giornata Internazionale della Donna dovrebbe essere molto di più.
Dovrebbe essere un momento per fermarsi davvero a riflettere.
Perché mentre in molte parti del mondo si parla di diritti, carriera, libertà personale e uguaglianza, in altre realtà queste parole restano ancora lontane dalla vita quotidiana.
Il mio augurio oggi è semplice:
un mondo dove nessuna donna debba sentirsi limitata, giudicata o oppressa.
Un mondo libero da pregiudizi, da violenze e da qualsiasi forma di sopraffazione … che arrivi dalla cultura, dalla politica o dalla religione.
La libertà non dovrebbe avere eccezioni.
Eppure, mentre celebriamo questa giornata, ci sono storie che passano quasi sotto silenzio.
Pochi giorni fa oltre 200 giovani studentesse hanno perso la vita in Iran in un tragico episodio che ha colpito una scuola femminile.
Una tragedia enorme, che ha distrutto non solo delle vite, ma anche il futuro di centinaia di famiglie.
Eppure se ne parla poco.
Molto poco.
Il mondo dell’informazione è spesso selettivo: alcune tragedie diventano simboli globali, altre scivolano via nel silenzio mediatico.
Ma ogni vita spezzata meriterebbe lo stesso rispetto.
Ricordare queste ragazze non significa fare politica.
Significa ricordare che l’istruzione, la libertà e la sicurezza non sono ancora diritti garantiti per tutte le donne del mondo.
E forse è proprio questo il vero senso dell’8 marzo.
Non solo celebrare i progressi raggiunti, ma ricordare quanta strada resta ancora da fare.
Perché una società che rispetta le donne non è una società “moderna”.
È semplicemente una società giusta.
Il mio augurio oggi è questo:
che un giorno non servano più giornate simboliche per ricordare qualcosa che dovrebbe essere naturale.
La libertà.
La dignità.
Il rispetto.
Per tutte.
Buona Giornata Internazionale della Donna.

