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Fallimento del Voto 2025: Un’occasione sprecata nell’era digitale

ChatGPT Image Jun 9, 2025, 09_34_59 PM

I seggi si sono appena chiusi e il verdetto è impietoso: 14 milioni di votanti su oltre 50 milioni di aventi diritto. L’astensione stravince, la democrazia perde – e non è la prima volta.

Siamo nel 2025. Tutti hanno uno smartphone, la connessione, mille sistemi di riconoscimento digitale (SPID, CIE, Face-ID, impronte, retina…), ma quando c’è da votare, puff! la tecnologia scompare. Si torna alle montagne di schede cartacee, ai timbri e ai luoghi stabiliti dai comuni. Due giorni di “democrazia” a giugno, con il caldo africano e le cabine elettorali deserte. Risultato? Record negativo e milioni buttati in un rito che ormai fa solo ridere (o piangere, a seconda della resistenza al caldo).

Ma davvero qualcuno si sorprende ancora? Siamo un popolo di persone che si fa i selfi, non di file alle urne. L’astensione è diventata una tradizione nazionale, quanto la pizza e il “vabbè, tanto non cambia niente”. Da decenni ci impongono governi mai scelti, cambiano regole elettorali come calzini, e ogni volta si grida allo scandalo della “crisi della democrazia” o alla “sconfitta clamorosa”.

SPID: La chiave che non apre mai la porta giusta

Avevamo lo SPID per semplificare tutto. E invece? Dichiarazioni fiscali sì, ma votare no. Firmiamo mutui e contratti online, ma per scegliere chi governa il Paese, serve ancora il timbro, la matita e la carta d’identità sgualcita. Se qualcuno non ha mezzi digitali, niente paura: si lasci pure il seggio fisico, ma la maggioranza degli italiani potrebbe risparmiarsi la scampagnata, il sudore e la perdita di tempo.

Piccolo dettaglio: ogni elezione costa centinaia di milioni tra stampa, personale, vigilanza e straordinari. Poi ci indigniamo per la spesa pubblica, ma i seggi deserti ce li teniamo stretti.

Voto Online: Fantascienza? No, realtà (altrove)

Mentre qui si dibatte se il voto online sia sicuro, fuori dal nostro stivale qualcuno si è già mosso – e da anni!
Esempi:

  • Estonia: i-Voting nazionale dal 2005
  • Svizzera: voto elettronico in diversi Cantoni
  • Canada: voto online in molte città
  • India: Electronic Voting Machines dal 2004
  • Francia: i-Voting per cittadini all’estero
  • USA: voto digitale per militari/disabili in alcuni stati

Nessuno di questi Paesi è esploso (si qualche esplosione c’è stata). In Estonia, la partecipazione giovanile cresce. Non è questione di tecnologia, ma di volontà (e coraggio) politica.

Crisi della democrazia? O solo un rito logoro?

Da quanti anni non vediamo folle entusiaste ai seggi? L’Italia non supera il 70% di affluenza dal 2008, e ai referendum va anche peggio. Governi tecnici, coalizioni ribaltate, riforme elettorali indecifrabili… tutto senza la nostra firma. La “crisi della democrazia” sarà anche una scusa, ma la verità è che l’esperienza del voto è rimasta agli anni ’70: carta, cabine, sudore, déjà-vu. Il tutto condito da appelli disperati che nessuno ascolta.

Click-voto, o almeno un dibattito serio

Non si tratta di abolire i seggi fisici: chi non vuole la tecnologia potrà sempre segnare la X con la matita. Tutti gli altri – studenti fuori sede, lavoratori all’estero, persone con disabilità, vacanzieri – potrebbero finalmente votare in un minuto. L’innovazione non è più un lusso: è una necessità.

«Ma il sistema ibrido non costa di più?»

Sì, all’inizio bisognerà finanziare sia il digitale sia un numero (ridotto) di seggi tradizionali. Ma, come insegna chi ci è già passato:

  • la transizione è graduale,
  • i costi fissi del cartaceo crollano,
  • l’infrastruttura digitale si riusa per ogni tipo di voto,
  • in 5-8 anni si spende meno di oggi.

Per chi non ha uno smartphone: postazioni pubbliche nei municipi, biblioteche, seggi “light”. Nessuno escluso, nessuna scusa.

Nel frattempo, mentre l’AI prende il vostro posto in fabbrica e vi licenziano per email, riflettete su questa beffa democratica mentre sorseggiate un drink in spiaggia. Chissà, magari la prossima elezione sarà solo su Zoom. Ma non fatevi illusioni: le cabine saranno sempre roventi e la democrazia, probabilmente, ancora in ferie.


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Sono un appassionato artista 3D in cerca di nuove sfide creative. Attraverso il mio percorso di apprendimento e sperimentazione, sto esplorando le possibilità infinite dell'arte tridimensionale. Con la mia passione per la tecnologia e la mia curiosità innata, mi impegno a creare opere uniche che emozionino e ispirino. Sono entusiasta di condividere il mio viaggio artistico con voi e di vedere dove mi porterà questa avventura creativa.