Oggi ho letto che la Cina è arrivata al 10G. Dieci. G.
E qua da noi? Qui si fa fatica a vedere il 5G stabile anche in città. Parlando con un amico mi ha chiesto: “ma scusa… hanno saltato cinque generazioni?” Beh, può darsi. Magari si sono inventati il nome giusto per farci capire quanto siamo rimasti indietro. O forse hanno solo voluto tirarsela un po’.
Ma non è solo questione di connessione veloce: il futuro corre anche su altre strade. Prendiamo gli occhiali AR.
Diventeranno la nuova moda fighetta da aperitivo? O davvero un giorno ce li avremo tutti in tasca, pronti a indossarli per vedere cose che non esistono?
Se non siete pratici: gli occhiali AR ti mostrano indicazioni, informazioni, persino mondi virtuali direttamente davanti agli occhi, sovrapponendoli alla realtà. Praticamente, chi oggi si perde uscendo di casa potrà arrivare a destinazione anche bendato. Meglio di Google Maps.
E non è solo per i “boomer” che non sanno leggere una mappa: si parla di switchare mondi, esplorare altre dimensioni con un click. Fantascienza? Forse. Ma intanto ci stanno lavorando.
Ah, e speriamo proteggano anche dagli abbagli accecanti, che non si sa mai. Anzi, se domani ci dovesse colpire un “flash atomico”, magari ti guideranno pure nella desolazione con la voce dolce di un’intelligenza artificiale.
Ironia a parte: per chi ha deficit visivi, cognitivi o di orientamento, potrebbe essere una vera rivoluzione. Così come gli smartwatch che oggi ti salvano la vita rilevando aritmie, cadute e altri problemi prima ancora che tu te ne accorga.
Peccato che mentre ci godiamo questi “giocattolini smart”, in altre parti del mondo c’è chi non si può permettere nemmeno un pezzo di pane. Anzi, se qualcuno qua prova a scioperare vengono addirittura arrestati. Se provano a dire qualcosa di diverso dal pensiero ufficiale, vengono zittiti e cancellati.
A che punto siamo arrivati? Siamo davvero dalla parte giusta della storia?
(Ogni riferimento a fatti, luoghi o persone è puramente casuale… o forse no.)
Ma vabbè, lasciamo stare. Oggi volevo solo mostrarvi un paio di slide fatte da un’agente AI. Tanto per dire.
Ah, e per chi non lo sapesse: sono i rutti delle mucche a produrre CO₂, non le scoregge, come pensavamo in molti.
Piccole verità da condividere, tra una rivoluzione tecnologica e l’altra.
Ci vediamo nel prossimo post.

